Treviso, nella cittÃ?ƒÃ?  dello sceriffo Gentilini dilaga la moda dei fever party, le feste hard importate da Londra Ai rave per ricchi del Nordest parola d’ordine: sesso no limits Sembrano i party ritratti da Kubrick nel film “Eyes wide shut” Si entra solo su invito Le richieste arrivano da tutta la regione TREVISO - ChissÃ?ƒÃ?  che faccia farebbe il prosindaco Gentilini, detto “sceriffo”. Lui che la “decadenza dei costumi” ha sempre proclamato di volerla fronteggiare. E chissÃ?ƒÃ?  quali pensieri gli si affollerebbero nella mente entrando in questa villa palladiana distesa tra la cittÃ?ƒÃ?  della Marca e Castelfranco veneto. E poi le chiacchiere da bar; che cosa diranno i profeti del cicaleccio da provincia, del luogo comune all’italiana? Dagli con Treviso! - se la rideranno - la cittÃ?ƒÃ?  con il record di fratture del pene, dei porno con le casalinghe finiti sugli scaffali delle edicole, delle confessioni sui segreti del Treviso calcio spiattellati sulla stampa locale da Lea di Leo, pornostar autoctona. Insomma, figurarsi se non dovevano arrivare qui i fever party, le feste londinesi piÃ?ƒÃ?¹ hard e trasgressive riservate all’upper class. Proprio qui, in pieno miracolo del Nordest, nella cittÃ?ƒÃ?  dei capannoni e della fondazione Benetton, della disoccupazione zero, del reddito pro capite piÃ?ƒÃ?¹ alto d’Europa.

“Buonasera signori, prego…”. Il buttafuori in nero scruta chi arriva davanti al cancello che delimita il viale di cipressi, un sentiero ricoperto di ciottoli chiarissimi e illuminato da rare torce che emanano odori esotici. L’uomo chiede la parola magica, la chiave per accedere al party. Questa sera, prosaicamente, il passe-partout Ã?ƒÃ?¨ il nome di un celebre calciatore brasiliano. Racconta il giovane erede di una dinastia di imprenditori veronesi che la volta scorsa, in un attico dietro piazza dei Signori, cuore antico della cittÃ?ƒÃ? , si entrava solo dopo aver detto le iniziali di una decaduta regina televisiva dello scioglipancia. Rimedio di cui nessuno dei presenti sembra avere bisogno. Dalla Mercedes blu notte del giovanotto scivola fuori una donna di rara bellezza, la pelle chiarissima, una cascata di capelli rosso naturale, il trucco leggero. Ã?ƒÃ?† stretta in un completo avorio. Con un gesto svelto la donna prende per mano il suo accompagnatore: guadagnano in fretta l’ingresso della villa.

Benvenuti al fever. Alle 23,30 un centinaio di belli e danarosi e sorridenti swinger (scambisti) veneti (Treviso, Venezia, Padova, Verona) aprono le danze. Moltissime coppie, ma anche single, soprattutto donne, niente prostitute perÃ?ƒÃ?². In un crescendo di effusioni i sexy carbonari ammiccano gli uni con le altre, le altre tra loro, tutti con tutti. Ã?ƒÃ?† una specie di moderno rito pagano impregnato di narcisismo. A metÃ?ƒÃ?  tra il Kubrick meticoloso-introspettivo di Eyes wide shut e un rave del sesso a oltranza.

Sulle prime, piÃ?ƒÃ?¹ che il prologo di un’orgia, quello che succede in questo salone arredato con pezzi pregiati di art dÃ?ƒÃ?©co sembra solo un’esibizione di corpi perfetti, di volti che non mostrano altro se non la soddisfazione del proprio benessere fisico, sociale e economico. Gli uomini come le donne. I bei nomi dell’imprenditoria trevigiana, affezionata ai tessuti, agli schei e alla Lega di governo (locale), stanno allungati su divani dalle geometrie rigorose, si contorcono su sofÃ?ƒÃ?  di velluto o lettoni king size. Sono un pezzo di Nordest che si diverte senza limiti apparenti che non sia la rigorosa autoselezione. Che poi sarebbe la ricetta stessa dell’evento.

L’idea Ã?ƒÃ?¨ venuta a un architetto trevigiano dopo una trasferta Oltremanica. LÃ?ƒÃ?  i fever impazzano. Lui Ã?ƒÃ?¨ un tipo sui 40, capelli sale e pepe. “Gli inviti scattano 24 ore prima - racconta - via sms o con una mail che indica il dress code per accedere alla serata e il luogo. Come i rave. Solo che qui viene il meglio del meglio. Gente che va fino in fondo, ma che per riservatezza non andrebbe mai nei locali dove si fanno queste cose”. Quando sente la parola “club privÃ?ƒÃ?©” l’architetto inorridisce. “Gli invitati li selezioniamo noi”. GiÃ?ƒÃ? , ma noi chi? “Siamo 4 o 5 professionisti (due donne, una ha un nome molto conosciuto in cittÃ?ƒÃ? ). Sul cellulare o via mail ci arriva un mare di richieste. C’Ã?ƒÃ?¨ sempre qualcuno nel giro che garantisce per i nuovi arrivati. E i non graditi stanno lontani”. All’interno della casa Ã?ƒÃ?¨ un succedersi di archi, livelli, poltrone chesterfield color panna piazzate vicino alle finestre. Due donne sorseggiano un cocktail nella penombra di un salottino. Si accarezzano. La colonna sonora Ã?ƒÃ?¨ la solita lounge: tra CafÃ?ƒÃ?¨ del mar e Gotan Project.

All’una di notte un uomo fa segno di seguirlo in una stanza dai soffitti smisurati. Nell’alcova formata da due letti matrimoniali non c’Ã?ƒÃ?¨ piÃ?ƒÃ?¹ posto. Un groviglio di corpi assolve ai doveri del piÃ?ƒÃ?¹ intrigante weekend che il Veneto sia oggi in grado di offrire al suo popolo. Si andrÃ?ƒÃ?  avanti cosÃ?ƒÃ?¬ fino alle due, quando marito e moglie swinger, fede al dito, si rivestono dopo essersi persi di vista per un po’. Lei fa a lui: “DÃ?ƒÃ?©mo, che domani ghe s’Ã?ƒÃ?¨ la comunione dÃ?ƒÃ?  Micaela”.


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