The New Internet
Sviluppato dal Freaknet, Netsukuku e’ un nuovo sistema di routing peer to peer che sara’ utilizzato per costruire una rete mondiale distribuita, anonima e anarchica, che sara’ separata da Internet, tutto questo senza il supporto di alcun server, ISP e di alcuna autorita’ centrale. In una p2p network, ogni nodo agisce da router, quindi per risolvere il pesante problema computazionale e memorizzare tutte le rotte di tutti i 2^128 nodi della rete, Netsukuku usa un nuovo meta-algoritmo di routing, che sfrutta il caos per evitare un consumo elevato di cpu e i frattali per mantenere la mappa dell’intera rete constantemente sotto i 2Kb. Netsukuku include anche l’Abnormal Netsukuku Domain Name Anarchy, un sistema distribuito, non gerarchico e decentralizzato, di gestione di hostname che sostituisce il DNS. Ovviamente gira su GNU/Linux ed e’ rilasciato sotto licenza GPL.
Potete anche ascoltare l’ mp3 guida
La vecchia Internet (una rete inquinata)
Gli Internet Service Provider offrono la connettivita’ a tutti chiedendo, in cambio, una “piccola” somma di denaro.
Grazie al loro generoso servizio, circa 600 milioni di persone possono connettersi mentre ai restanti 5 miliardi e 400 milioni di persone, che non possono permettersi questo lusso, viene detto di riprovare piu’ tardi.
Se un ISP decide di non fornire piu’ il suo servizio, interi paesi,citta, ed anche nazioni saranno tagliate immediatamente fuori da Internet.
La struttura gerarchica e centralizzata di Internet crea, di conseguenza, altri sistemi identici che poggiano su di essa, come ad esempio il DNS e quindi i domini vengono letteralmente venduti.
Questo tipo di struttura permette di localizzare fisicamente qualsiasi computer connesso ad Internet.
Il caso della Cina Ã?ƒÃ?¨ un caso evidente che testimonia questa ipotesi!
Netsukuku
Netsukuku e’ una rete pura che sfrutta il caos, si crea e si mantiene autonomamente assumendo la forma di un frattale.
La fusione di una rete pura con i frattali e il caos e’ la caratterestica che permette a Netsukuku di essere un rete diffusa e distribuita, non centralizzata, anonima, anarchica, non controllata ed autonoma.
Con Netsukuku chiunque, in qualunque luogo e in qualsiasi momento puo’ agganciarsi immediatamente alla rete senza dover passare attraverso adempimenti burocratici o contrattuali.
L’indirizzo IP che identifica un computer e’ scelto casualmente, quindi e’ impossibile associarlo ad una localita’ fisica precisa, e le stesse rotte, essendo formate da un numero innumerevole di nodi, tendono ad avere una complessita’ e densita’ talmente elevata da rendere il tracciamento di un nodo un’impresa epica.
Poiche’ non esiste alcun contratto con alcuna societa’, la velocita’ del trasferimento dei dati e’ limitata unicamente dalla tecnologia attuale delle schede di rete.
Un nodo si aggancia a Netsukuku, la rete si auto-riscrive e tutti gli altri nodi conoscono quali sono le strade piu’ veloci ed efficienti per comunicare con il nuovo arrivato.
I nodi non hanno privilegi o limitazioni rispetto ad altri nodi, fanno parte della rete e contribuiscono alla sua espansione ed efficienza.
Con l’aumentare del loro numero, la rete cresce e si perfeziona.
In Netsukuku non vi e’ alcuna differenza tra reti private e pubbliche e non ha piu’ alcun significato parlare di LAN.
Netsukuku non puo’ essere controllato ne’ distrutto poiche’ e’ totalmente decentralizzato e distribuito. L’unico modo per sorvegliare o smantellare Netsukuku e’ abbattere fisicamente ogni singolo nodo che lo compone.
Su Netsukuku, essendo una rete distribuita, e non centralizzata, si possono implementare effettivi sistemi distribuiti, come ad esempio l’Abnormal Netsukuku Domain Name Anarchy (ANDNA), che sostituira’ l’attuale sistema gerarchico e centralizzato dei DNS.
Netsukuku e’ una mesh network o rete p2p composta da un protocollo di rete per il routing dinamico, chiamato Npv7_HT.
Attualmente esistono molti protocolli ed algoritmi per il routing dinamico, ma a differenza dell’Npv7_HT, vengono utilizzati solo per creare piccole e medie reti. Anche i router di Internet sono gestisti da vari protocoli come l’OSPF, il RIP od il BGP, che usano diversi algoritmi classici per trovare il percorso migliore per raggiungere un nodo in una rete.
Questi protocolli richiedono un consumo di cpu e memoria elevatissimo, ed e’ per questo motivo che i router di Internet sono dei computer appositamente dedicati. Sarebbe impossibile adottare uno di questi protocolli per creare e mantenere una rete come Netsukuku, dove ogni nodo e’ a sua volta un router, perche’ la mappa di tutte le rotte richiederebbe uno spazio, su ciascun pc connesso alla rete, di circa un centinaio di Gb.
L’Npv7 struttura l’intera rete come un frattale, ed usa un particolare algoritmo chiamato Quantum Shortest Path Netsukuku (QSPN) per calcolare tutte le rotte necessarie a collegare un nodo ad ogni altro nodo.
Un frattale e’ una struttura matematica che si puo’ comprimere all’infinito, proprio perche’, al suo interno, ogni sua parte e’ formata dal frattale stesso. Si ha quindi una ompressione elevata di una struttura che puo’ espandersi infinitamente. Questo significa che bastano pochi Kb per mantenere l’intera mappa di Netsukuku.
Il QSPN, invece, e’ un meta-algoritmo perche’ non esegue una sequenza di istruzioni matematiche definite ma sfrutta il caso e il caos, che non richiedono nessun calcolo. In altre parole, anche una semplice calcolatrice puo’ usare il QSPN per stare connessa in Netsukuku.
La storia del progetto
Nel lontano 2003, un gruppo di pazzi deliranti concepisce l’idea dell’Ipv7: una rete in cui tutti i pacchetti venivano mandati in broadcast, compressi con le zlib7, un algoritmo che comprimeva l’attuale Internet in 32 byte. In Ipv7 nessun nodo aveva un indirizzo IP. Tutto il sistema era gestito da programmi che si autoscrivevano usando il compilatore nocoder.
Ecco che si aveva una rete estremamente decentralizzata e libera.
Quelle persone erano felici, e dopo la stesura del primo RFC, un sorriso sereno e una luce angelica avvolgeva le loro figure.
Un anno trascorre, il progetto si perde tra le infinite diramazioni del tempo, ma dopo non molto la polvere viene scrollata dal grande libro dell’Ipv7. Si incomincia a delirare sull’implementazione di una rete pura.
I mesi passano. La rete viene definita sempre di piu’, diventa quasi tangibile…
“Ma deve anche supportare una qualche forma di antiflood e antispoofing”.
“Gia’! E si deve fare in modo che le rotte non siano mai uguali tra loro”.
“Si, si, e perche’ non facciamo che non esistano piu’ in assoluto dei server centrali?”.
Tre mesi dopo, a seguito di numerosissime peregrinazioni mistiche, il cuore teorico e’ pronto.
Gli algoritmi sono definiti.
Si incomincia a codare. La maledizione dei coder di protocolli di rete del sacro faraone Mortedelprimogenito si riversa sul codice di Netsukuku.
La pazzia e il delirio sono la giusta ricompensa a tutti coloro i quali osano addentrarsi nella creazione di protocolli di reti pure.
Nonostante tutto, esattamente dopo un anno e 14 mila righe di codice, Netsukuku e’ pronto e diventa Beta.
Due mesi dopo la presentazione di Netsukuku all’Hackmeeting 2005, il protocollo dell’ANDNA, cosi’ come il suo codice, e’ completamente definito e documentato.
Il resto giace in potenza e deve ancora divenire.
Tecnicismo
Netsukuku, usa l’Npv7 (Netsukuku protocol version 7), il suo protocollo, che deriva da tre precedenti versioni.
La prima era strutturata in maniera simile agli attuali protocolli di rete utilizzati per il routing dinamico: la rete era divisa in gruppi di nodi, ogni nodo possedeva la mappa dell’intera rete.
Questo sistema, non ottimale, non e’ adottato da Netsukuku poiche’ prevede l’aggiornamento continuo della mappa, ed ogni aggiornamento crea un overload nella rete. Inoltre, ogni volta che la mappa cambia bisogna ricalcolarsi tutte le rotte.
Ulteriori informazioni su netsukuku.freaknet.org
Nota: da netsukuku.freaknet.org


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