Il contenuto di questo post potrebbe non corrispondere esattamente alla realtà causa la marea di alcool che mi è scorsa nelle vene e il ritmo biologico da vamipro con dormite di 3 ore a letto con un transgender e una donna occhialuta ma sempre piaciuta.
Ok… cerchiamo di ricordare quello che è successo nella scorsa settimana… Via con la sigla (clicca sul player qui sotto per la meravigliosa sigla)
Questa vacanza non era assolutamente programmata anzi è capitata per caso con un sms del tipo: “Vieni a trovarci?” e l’idea di andare a trovare 4 pulzelle sole solette in appartamento a jesolo devo dire che mi allettava alquanto.
(more…)
È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.
Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
Una cosa che vi consiglio vivamente di fare quando avete un po di tempo è rileggere il Vs blog ( se ne avete uno) prendendo dei post totalmente a caso oppure prendere le Vs montagne di cd e incominciare a vedere cosa c’è dentro ai cd non etichettati oppure quelli con niente scritto sopra.
Io ho avuto delle belle sorprese tipo musica che ascoltavo 5-6 anni fa e devo dire che fa uno strano effetto e per quanto riguarda il blog fa venire in mente dei dettagli su alcuni episodi che magari vengono rimossi.
Il titolo del post era un pezzo di una canzone molto famosa cantata da caterina caselli nel 66 ma chiusa questa parentesi incominciamo a scrivere sul serio…
Per tutti quelli che mi hanno inviato mail e sopra mail e sopra mail con oggetto:
“FIRMA PETIZIONE BEPPE GRILLO IDROGENO” oppure
“Re:Re:Fwd:Re LEGGI E FIRMA LA PETIZIONE”
ecco proprio a Voi volevo dirVi di leggervi questo post di paolo attivissimo sul’argomento..
Per carità [tag]beppe grillo[/tag] è un bravo comico ma la vedo dura che possa fare qualcosa di concreto per il paese.. a meno che non si candidi..
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Il contenuto di questo post potrebbe non corrispondere esattamente alla realtà causa la marea di alcool che mi è scorsa nelle vene e il ritmo biologico da vamipro con dormite di 3 ore a letto con un transgender e una donna occhialuta ma sempre piaciuta.
Ok… cerchiamo di ricordare quello che è successo nella scorsa settimana… Via con la sigla (clicca sul player qui sotto per la meravigliosa sigla)
Questa vacanza non era assolutamente programmata anzi è capitata per caso con un sms del tipo: “Vieni a trovarci?” e l’idea di andare a trovare 4 pulzelle sole solette in appartamento a jesolo devo dire che mi allettava alquanto.
(more…)
Il contenuto di questo post potrebbe non corrispondere esattamente alla realtà causa la marea di alcool che mi è scorsa nelle vene e il ritmo biologico da vamipro con dormite di 3 ore a letto con un transgender e una donna occhialuta ma sempre piaciuta.
Ok… cerchiamo di ricordare quello che è successo nella scorsa settimana… Via con la sigla (clicca sul player qui sotto per la meravigliosa sigla)
Questa vacanza non era assolutamente programmata anzi è capitata per caso con un sms del tipo: “Vieni a trovarci?” e l’idea di andare a trovare 4 pulzelle sole solette in appartamento a jesolo devo dire che mi allettava alquanto.
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È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.
Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.
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Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
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Una cosa che vi consiglio vivamente di fare quando avete un po di tempo è rileggere il Vs blog ( se ne avete uno) prendendo dei post totalmente a caso oppure prendere le Vs montagne di cd e incominciare a vedere cosa c’è dentro ai cd non etichettati oppure quelli con niente scritto sopra.
Io ho avuto delle belle sorprese tipo musica che ascoltavo 5-6 anni fa e devo dire che fa uno strano effetto e per quanto riguarda il blog fa venire in mente dei dettagli su alcuni episodi che magari vengono rimossi.
Una cosa che vi consiglio vivamente di fare quando avete un po di tempo è rileggere il Vs blog ( se ne avete uno) prendendo dei post totalmente a caso oppure prendere le Vs montagne di cd e incominciare a vedere cosa c’è dentro ai cd non etichettati oppure quelli con niente scritto sopra.
Io ho avuto delle belle sorprese tipo musica che ascoltavo 5-6 anni fa e devo dire che fa uno strano effetto e per quanto riguarda il blog fa venire in mente dei dettagli su alcuni episodi che magari vengono rimossi.
Se avete tempo provateci.
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Per tutti quelli che mi hanno inviato mail e sopra mail e sopra mail con oggetto:
“FIRMA PETIZIONE BEPPE GRILLO IDROGENO” oppure
“Re:Re:Fwd:Re LEGGI E FIRMA LA PETIZIONE”
ecco proprio a Voi volevo dirVi di leggervi questo post di paolo attivissimo sul’argomento..
Per carità [tag]beppe grillo[/tag] è un bravo comico ma la vedo dura che possa fare qualcosa di concreto per il paese.. a meno che non si candidi..
Il titolo del post era un pezzo di una canzone molto famosa cantata da caterina caselli nel 66 ma chiusa questa parentesi incominciamo a scrivere sul serio…
Per tutti quelli che mi hanno inviato mail e sopra mail e sopra mail con oggetto:
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“Re:Re:Fwd:Re LEGGI E FIRMA LA PETIZIONE”
ecco proprio a Voi volevo dirVi di leggervi questo post di paolo attivissimo sul’argomento..
Per carità [tag]beppe grillo[/tag] è un bravo comico ma la vedo dura che possa fare qualcosa di concreto per il paese.. a meno che non si candidi..