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	<title>Vibes Blog &#187; uni</title>
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	<description>Il blog di uno che NON sa scrivere</description>
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		<title>Vibes Chiama Università</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 10:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vibes</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#60;img src="http://www.ferrarimodelsclub.it/IGOR2003/Quadri/igor_01_b.jpg" height="212" width="305" /&#62;


 Visto e notato che l&#8217;[tag]università[/tag] è una specie di [tag]roulette russa[/tag] dove o la [tag]formazione[/tag] è troppa e inutile oppure poca e da integrare oppure i pochi [tag]corsi[/tag] interessanti costano una follia (vedi IED con 6500€ all&#8217;anno) cerco un opinione da voi blogger e lettori di questo blog.

Attualmente sto cercando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre><code>&lt;img src="http://www.ferrarimodelsclub.it/IGOR2003/Quadri/igor_01_b.jpg" height="212" width="305" /&gt;
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<p><a href="http://www.vibesdigital.net/universita-ovvero-raccolta-dei-bollini-cfu/" target="_blank"> Visto</a> e <a href="http://www.vibesdigital.net/pensieri-di-uno-studente/" target="_blank">notato</a> che l&#8217;[tag]università[/tag] è una specie di [tag]roulette russa[/tag] dove o la [tag]formazione[/tag] è troppa e inutile oppure poca e da integrare oppure i pochi [tag]corsi[/tag] interessanti costano una follia (vedi <a href="http://www.ied.it">IED</a> con 6500€ all&#8217;anno) cerco un opinione da voi blogger e lettori di questo blog.</p>

<p>Attualmente sto cercando un CdL che mi interessi in quanto [tag]informatica[/tag] mi risulta alquanto alienante e poco incisiva in un futuro mondo del [tag]lavoro[/tag].</p>

<p>Le mie predisposizioni sono:</p>

<ul>
    <li>[tag]Internet[/tag] e tutto ciò che ne consegue ([tag]trend[/tag] e [tag]design[/tag])</li>
    <li>[tag]Grafica[/tag]</li>
    <li>un po di [tag]marketing[/tag] che non fa mai male</li>
    <li>poca matematica o cmq non eccessiva</li>
</ul>

<p>Se Riuscite a darmi una mano nella ricerca Vi sarò eternamente grato e giuro che vi mando qualcosa a casa. io ho già qualche idea in mente ma voglio dirvela in un altro momento sennò sareste troppo condizionati.</p>

<p>Ringrazio tutti dell&#8217;aiuto che potrete darmi.</p>
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		<title>Pensieri di uno Studente</title>
		<link>http://www.vibesdigital.net/2007/07/pensieri-di-uno-studente/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 19:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kelusk</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="left"><img src="http://digilander.libero.it/keluskgate/student.jpg" align="left" width="308px" height="224px">È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.</div>

<div align="justify">Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
</div>
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		<title>Università ovvero Raccolta dei bollini CFU</title>
		<link>http://www.vibesdigital.net/2007/07/universita-ovvero-raccolta-dei-bollini-cfu/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 17:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vibes</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mettiamo subito in evidenza che studio informatica a venezia (sede staccata di mestre) e che sono al primo anno ancora, ma questo non ha ostacolato la mia visione schifosa su questo minimondo in cui sono approdato da poco.

Dopo un anno di [tag]università[/tag] mi sono reso conto che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamo subito in evidenza che studio <a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=3747">informatica a venezia</a> (sede staccata di mestre) e che sono al primo anno ancora, ma questo non ha ostacolato la mia visione schifosa su questo minimondo in cui sono approdato da poco.</p>

<p>Dopo un anno di [tag]università[/tag] mi sono reso conto che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema, in tutto il sistema universitario.</p>

<p>L&#8217;accademia o il dipartimento dovrebbe essere un luogo dove appassionati e studiosi si ritrovano per creare qualcosa di nuovo e importante, per scambiare conoscenze, per battersi sui temi legati al proprio dipartimento, per essere università.</p>

<p>E cosa ci ritroviamo? masse di ragazzi che rincorrono corsi a dir poco inutili o privi di appetito, [tag]corsi[/tag] noiosi e ripetitivi per non parlare del professori che a loro mondo rendono il tutto una lobby oscura e incomprensibile ai più.</p>

<p>Parlando giusto l&#8217;altro giorno con Livio Vianello , attore teatrale, mi diceva che nel sistema americano , a filosofia ad esempio, i corsisti non seguono le lezioni ma loro la fanno la filosofia con i proprio professori impersonandosi e mettendosi in gioco.</p>

<p>Un altro esempio che potrei portare alla luce è quello del[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank">MIT</a>[/tag]e degli altri numerossissimi centri di ricerca, cose che in italia ci sogniamo se non al[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche" target="_blank">CNR</a>[/tag], dove geni da tutto il mondo si riuniscono per creare standard a livello mondiale e non pizzefichi.</p>

<p>Ormai l&#8217;università è diventata una sorta di raccolta bollini [tag]CFU[/tag] in cui dobbiamo dare [tag]esami[/tag] e basta senza poter creare comunità nei vari dipartimenti e all&#8217;interno dell&#8217;università stessa.  Una tristezza inaudita.. e come se non bastasse tutti gli argomenti che affronto nel mio CdL informatica sono vecchi e senza senso, non ho mai visto cose che attirassero l&#8217;attenzione degli studenti se non un corso di blender (grafica 3d per i profani) e non si è mai parlato di nuove tecnologie , interazione uomo macchina e nuovi linuaggi di programmazione come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails" target="_blank">RoR</a> oppure <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX" target="_blank">AJAX.</a></p>

<p>Esigo troppo?Forse si ma non potete dire che così sia il massimo della vita.</p>

<p>A questo mio sfogo voglio farvi vedere <a href="http://unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/default.html" target="_blank">la bella iniziativa che hanno preso dei ragazzi dell&#8217;università di bologna a riguardo</a>.</p>

<p>Mi vergogno di far parte di questo sistema e mi sentò una nullità a non poter fare niente.</p>
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<p><a href="http://www.vibesdigital.net/universita-ovvero-raccolta-dei-bollini-cfu/" target="_blank"> Visto</a> e <a href="http://www.vibesdigital.net/pensieri-di-uno-studente/" target="_blank">notato</a> che l&#8217;[tag]università[/tag] è una specie di [tag]roulette russa[/tag] dove o la [tag]formazione[/tag] è troppa e inutile oppure poca e da integrare oppure i pochi [tag]corsi[/tag] interessanti costano una follia (vedi <a href="http://www.ied.it">IED</a> con 6500€ all&#8217;anno) cerco un opinione da voi blogger e lettori di questo blog.</p>

<p>Attualmente sto cercando un CdL che mi interessi in quanto [tag]informatica[/tag] mi risulta alquanto alienante e poco incisiva in un futuro mondo del [tag]lavoro[/tag].</p>

<p>Le mie predisposizioni sono:</p>

<ul>
    <li>[tag]Internet[/tag] e tutto ciò che ne consegue ([tag]trend[/tag] e [tag]design[/tag])</li>
    <li>[tag]Grafica[/tag]</li>
    <li>un po di [tag]marketing[/tag] che non fa mai male</li>
    <li>poca matematica o cmq non eccessiva</li>
</ul>

<p>Se Riuscite a darmi una mano nella ricerca Vi sarò eternamente grato e giuro che vi mando qualcosa a casa. io ho già qualche idea in mente ma voglio dirvela in un altro momento sennò sareste troppo condizionati.</p>

<p>Ringrazio tutti dell&#8217;aiuto che potrete darmi.</p>

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Ending uga_filter: <pre><code>&lt;img src="http://www.ferrarimodelsclub.it/IGOR2003/Quadri/igor_01_b.jpg" height="212" width="305" /&gt;
</code></pre>

<p><a href="http://www.vibesdigital.net/universita-ovvero-raccolta-dei-bollini-cfu/" target="_blank"> Visto</a> e <a href="http://www.vibesdigital.net/pensieri-di-uno-studente/" target="_blank">notato</a> che l&#8217;[tag]università[/tag] è una specie di [tag]roulette russa[/tag] dove o la [tag]formazione[/tag] è troppa e inutile oppure poca e da integrare oppure i pochi [tag]corsi[/tag] interessanti costano una follia (vedi <a href="http://www.ied.it">IED</a> con 6500€ all&#8217;anno) cerco un opinione da voi blogger e lettori di questo blog.</p>

<p>Attualmente sto cercando un CdL che mi interessi in quanto [tag]informatica[/tag] mi risulta alquanto alienante e poco incisiva in un futuro mondo del [tag]lavoro[/tag].</p>

<p>Le mie predisposizioni sono:</p>

<ul>
    <li>[tag]Internet[/tag] e tutto ciò che ne consegue ([tag]trend[/tag] e [tag]design[/tag])</li>
    <li>[tag]Grafica[/tag]</li>
    <li>un po di [tag]marketing[/tag] che non fa mai male</li>
    <li>poca matematica o cmq non eccessiva</li>
</ul>

<p>Se Riuscite a darmi una mano nella ricerca Vi sarò eternamente grato e giuro che vi mando qualcosa a casa. io ho già qualche idea in mente ma voglio dirvela in un altro momento sennò sareste troppo condizionati.</p>

<p>Ringrazio tutti dell&#8217;aiuto che potrete darmi.</p>

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<p>Attualmente sto cercando un CdL che mi interessi in quanto [tag]informatica[/tag] mi risulta alquanto alienante e poco incisiva in un futuro mondo del [tag]lavoro[/tag].</p>

<p>Le mie predisposizioni sono:</p>

<ul>
    <li>[tag]Internet[/tag] e tutto ciò che ne consegue ([tag]trend[/tag] e [tag]design[/tag])</li>
    <li>[tag]Grafica[/tag]</li>
    <li>un po di [tag]marketing[/tag] che non fa mai male</li>
    <li>poca matematica o cmq non eccessiva</li>
</ul>

<p>Se Riuscite a darmi una mano nella ricerca Vi sarò eternamente grato e giuro che vi mando qualcosa a casa. io ho già qualche idea in mente ma voglio dirvela in un altro momento sennò sareste troppo condizionati.</p>

<p>Ringrazio tutti dell&#8217;aiuto che potrete darmi.</p>

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<p>Attualmente sto cercando un CdL che mi interessi in quanto [tag]informatica[/tag] mi risulta alquanto alienante e poco incisiva in un futuro mondo del [tag]lavoro[/tag].</p>

<p>Le mie predisposizioni sono:</p>

<ul>
    <li>[tag]Internet[/tag] e tutto ciò che ne consegue ([tag]trend[/tag] e [tag]design[/tag])</li>
    <li>[tag]Grafica[/tag]</li>
    <li>un po di [tag]marketing[/tag] che non fa mai male</li>
    <li>poca matematica o cmq non eccessiva</li>
</ul>

<p>Se Riuscite a darmi una mano nella ricerca Vi sarò eternamente grato e giuro che vi mando qualcosa a casa. io ho già qualche idea in mente ma voglio dirvela in un altro momento sennò sareste troppo condizionati.</p>

<p>Ringrazio tutti dell&#8217;aiuto che potrete darmi.</p>

Start uga_filter: <div align="left"><img src="http://digilander.libero.it/keluskgate/student.jpg" align="left" width="308px" height="224px">È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.</div>

<div align="justify">Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
</div>

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Ending uga_filter: <div align="left"><img src="http://digilander.libero.it/keluskgate/student.jpg" align="left" width="308px" height="224px">È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.</div>

<div align="justify">Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
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Start uga_filter: <div align="left"><img src="http://digilander.libero.it/keluskgate/student.jpg" align="left" width="308px" height="224px">È da veramente tanto tempo che non scrivo, solitamente lo faccio quando sono giù o quando mi succede qualcosa nella vita che ho bisogno di capire, analizzare e comprendere.
Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.</div>

<div align="justify">Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
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Ma quest’oggi ho bisogno di rendermi conto di quando tutto intorno a me è cambiato e inoltre, di quanto io sono cambiato. Fino a pochi anni fa non mi era ben chiaro dove volessi arrivare, cosa volessi aspirare, che figura volessi raggiungere all’interno della società sia professionale che comune. Ma probabilmente oggi la risposta che ho raggiunto non mi dà una vera certezza.</div>

<div align="justify">Sono uno [tag]studente[/tag] ancora e probabilmente lo sarò sempre ma forse solo quando istituzionalmente non avrò più questa etichetta mi troverò davvero a stravolgere tutto. E alla fine siamo tutti qui a guardarci bene o male intorno, con i nostri notebook, con le nostre manie, con le nostre novità lette su Internet per cercare di ammazzare il tempo o infondo capire dove arriveremo, dove il mondo arriverà.
Certo perché, questi non sono dei bei anni, abbiamo tutti un po’ di nostalgia probabilmente di quei tempi dove non avevamo niente ma ci bastava poco per sorridere cosa che oggi non è più possibile, o meglio, lo si fa con una consapevolezza che nella giovane immaturità non ci serviva.
E fra le nostre dispense, fra le nostre pagine in bianco e nero, fra i nostri manuali e cartelline, fra le nostre penne e calcolatrici, cerchiamo di imparare per usare, o solo imparare per un esame in meno.
In questo paese credo che sia nata ormai una moda, chi si [tag]laurea[/tag] non lo fa solo per passione della [tag]conoscenza[/tag] ma perché vuole o spera di non finire in un ufficio a vita, davanti ad una cassa, o in una fabbrica (come se ci fosse qualcosa di male in questo).
Altri invece non vogliono entrare nel mondo del lavoro troppo presto, rallentando quindi questo inevitabile traguardo di vita con la scusa dell’università.
Altri magari lo fanno per forza, solo perché sfortunati di avere genitori troppo ambiziosi, che non vogliono avere un figlio diverso dagli altri figli degli altri amici ambiziosi, costretti si al probabile successo dato spesso però dalla raccomandazione non voluta.
Ovviamente ci sono anche gli altri che effettivamente amano quel che studiano, pieni di idee, pieni di sogni, che vogliono avere la possibilità di capire qualcosa in più per cambiare le cose, per semplicemente fare qualcosa di buono.
E poi ci saranno sicuramente degli altri che non fanno parte di tutte queste categorie ma che comunque sono mossi da un loro motivo.
Fin dalle prime sessioni d’[tag]esame[/tag] nasce inevitabilmente il circolo vizioso della [tag]competizione[/tag]. Ammassi di righe con numeri e nomi che entrano in gioco nelle nostre teste, che ci deviano, che ci preoccupano. I nostri amici che magari diventano nemici o concorrenti dei nostri [tag]voti[/tag]. Quanto più (fatemelo dire) stupido meccanismo è questo, che distrugge il vero senso dell’istruzione, che si muta da serio a giocoso. La grossa e lodevole ambizione della laurea a pieni voti, quando magari non si prova nessun piacere in tutto ciò che si ha imparato. Dove tante volte la ricerca della vera felicità ha una risposta in quel opaco pezzo di carta e che in fine non ci dà niente di vero.
Innumerevoli frasi che si ripetono, “lo sai di quello che ha preso…”, “non ha studiato niente eppure…”, che continuano a ripetersi trasmutandosi nei mesi fino a diventare piccole leggende metropolitane, nate però da una metropoli di pochi muri di cartongesso.
E su via, non datemi solo del cinico perché qualcosa di bello in tutto questo c’è e lo sento.
Perché da numeri, da [tag]matricole[/tag], si diventa anche compagni di questa nuova vita, una vita che è comune a tutti e che impariamo a conoscere insieme. Certo, nascono come in tutti gli aggregati di persone i gruppetti di frequentazione, eppure, se potessimo guardarci tutti negli occhi, qualcosa di ancora umano c’è rimasto, la voglia di collaborare, di creare, di raggiungere un qualcosa, di migliorare, il senso comunitario.
Noi, piccole e grandi teste che abbiamo imparato anche guardare al di fuori di questo micromondo, mossi dalle nuove scoperte del macromondo, proviamo a volte invidia o solo semplice stupore di quelle altre teste che ci sono arrivate prima di noi. E nel sentirci più piccoli e spesso inutili dobbiamo tenere in mente una cosa; ci sbagliamo… perché infondo quei sconosciuti erano Noi.
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Start uga_filter: <p>Mettiamo subito in evidenza che studio <a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=3747">informatica a venezia</a> (sede staccata di mestre) e che sono al primo anno ancora, ma questo non ha ostacolato la mia visione schifosa su questo minimondo in cui sono approdato da poco.</p>

<p>Dopo un anno di [tag]università[/tag] mi sono reso conto che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema, in tutto il sistema universitario.</p>

<p>L&#8217;accademia o il dipartimento dovrebbe essere un luogo dove appassionati e studiosi si ritrovano per creare qualcosa di nuovo e importante, per scambiare conoscenze, per battersi sui temi legati al proprio dipartimento, per essere università.</p>

<p>E cosa ci ritroviamo? masse di ragazzi che rincorrono corsi a dir poco inutili o privi di appetito, [tag]corsi[/tag] noiosi e ripetitivi per non parlare del professori che a loro mondo rendono il tutto una lobby oscura e incomprensibile ai più.</p>

<p>Parlando giusto l&#8217;altro giorno con Livio Vianello , attore teatrale, mi diceva che nel sistema americano , a filosofia ad esempio, i corsisti non seguono le lezioni ma loro la fanno la filosofia con i proprio professori impersonandosi e mettendosi in gioco.</p>

<p>Un altro esempio che potrei portare alla luce è quello del[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank">MIT</a>[/tag]e degli altri numerossissimi centri di ricerca, cose che in italia ci sogniamo se non al[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche" target="_blank">CNR</a>[/tag], dove geni da tutto il mondo si riuniscono per creare standard a livello mondiale e non pizzefichi.</p>

<p>Ormai l&#8217;università è diventata una sorta di raccolta bollini [tag]CFU[/tag] in cui dobbiamo dare [tag]esami[/tag] e basta senza poter creare comunità nei vari dipartimenti e all&#8217;interno dell&#8217;università stessa.  Una tristezza inaudita.. e come se non bastasse tutti gli argomenti che affronto nel mio CdL informatica sono vecchi e senza senso, non ho mai visto cose che attirassero l&#8217;attenzione degli studenti se non un corso di blender (grafica 3d per i profani) e non si è mai parlato di nuove tecnologie , interazione uomo macchina e nuovi linuaggi di programmazione come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails" target="_blank">RoR</a> oppure <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX" target="_blank">AJAX.</a></p>

<p>Esigo troppo?Forse si ma non potete dire che così sia il massimo della vita.</p>

<p>A questo mio sfogo voglio farvi vedere <a href="http://unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/default.html" target="_blank">la bella iniziativa che hanno preso dei ragazzi dell&#8217;università di bologna a riguardo</a>.</p>

<p>Mi vergogno di far parte di questo sistema e mi sentò una nullità a non poter fare niente.</p>

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<p>Dopo un anno di [tag]università[/tag] mi sono reso conto che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema, in tutto il sistema universitario.</p>

<p>L&#8217;accademia o il dipartimento dovrebbe essere un luogo dove appassionati e studiosi si ritrovano per creare qualcosa di nuovo e importante, per scambiare conoscenze, per battersi sui temi legati al proprio dipartimento, per essere università.</p>

<p>E cosa ci ritroviamo? masse di ragazzi che rincorrono corsi a dir poco inutili o privi di appetito, [tag]corsi[/tag] noiosi e ripetitivi per non parlare del professori che a loro mondo rendono il tutto una lobby oscura e incomprensibile ai più.</p>

<p>Parlando giusto l&#8217;altro giorno con Livio Vianello , attore teatrale, mi diceva che nel sistema americano , a filosofia ad esempio, i corsisti non seguono le lezioni ma loro la fanno la filosofia con i proprio professori impersonandosi e mettendosi in gioco.</p>

<p>Un altro esempio che potrei portare alla luce è quello del[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank">MIT</a>[/tag]e degli altri numerossissimi centri di ricerca, cose che in italia ci sogniamo se non al[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche" target="_blank">CNR</a>[/tag], dove geni da tutto il mondo si riuniscono per creare standard a livello mondiale e non pizzefichi.</p>

<p>Ormai l&#8217;università è diventata una sorta di raccolta bollini [tag]CFU[/tag] in cui dobbiamo dare [tag]esami[/tag] e basta senza poter creare comunità nei vari dipartimenti e all&#8217;interno dell&#8217;università stessa.  Una tristezza inaudita.. e come se non bastasse tutti gli argomenti che affronto nel mio CdL informatica sono vecchi e senza senso, non ho mai visto cose che attirassero l&#8217;attenzione degli studenti se non un corso di blender (grafica 3d per i profani) e non si è mai parlato di nuove tecnologie , interazione uomo macchina e nuovi linuaggi di programmazione come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails" target="_blank">RoR</a> oppure <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX" target="_blank">AJAX.</a></p>

<p>Esigo troppo?Forse si ma non potete dire che così sia il massimo della vita.</p>

<p>A questo mio sfogo voglio farvi vedere <a href="http://unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/default.html" target="_blank">la bella iniziativa che hanno preso dei ragazzi dell&#8217;università di bologna a riguardo</a>.</p>

<p>Mi vergogno di far parte di questo sistema e mi sentò una nullità a non poter fare niente.</p>

Start uga_filter: <p>Mettiamo subito in evidenza che studio <a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=3747">informatica a venezia</a> (sede staccata di mestre) e che sono al primo anno ancora, ma questo non ha ostacolato la mia visione schifosa su questo minimondo in cui sono approdato da poco.</p>

<p>Dopo un anno di [tag]università[/tag] mi sono reso conto che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema, in tutto il sistema universitario.</p>

<p>L&#8217;accademia o il dipartimento dovrebbe essere un luogo dove appassionati e studiosi si ritrovano per creare qualcosa di nuovo e importante, per scambiare conoscenze, per battersi sui temi legati al proprio dipartimento, per essere università.</p>

<p>E cosa ci ritroviamo? masse di ragazzi che rincorrono corsi a dir poco inutili o privi di appetito, [tag]corsi[/tag] noiosi e ripetitivi per non parlare del professori che a loro mondo rendono il tutto una lobby oscura e incomprensibile ai più.</p>

<p>Parlando giusto l&#8217;altro giorno con Livio Vianello , attore teatrale, mi diceva che nel sistema americano , a filosofia ad esempio, i corsisti non seguono le lezioni ma loro la fanno la filosofia con i proprio professori impersonandosi e mettendosi in gioco.</p>

<p>Un altro esempio che potrei portare alla luce è quello del[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank">MIT</a>[/tag]e degli altri numerossissimi centri di ricerca, cose che in italia ci sogniamo se non al[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche" target="_blank">CNR</a>[/tag], dove geni da tutto il mondo si riuniscono per creare standard a livello mondiale e non pizzefichi.</p>

<p>Ormai l&#8217;università è diventata una sorta di raccolta bollini [tag]CFU[/tag] in cui dobbiamo dare [tag]esami[/tag] e basta senza poter creare comunità nei vari dipartimenti e all&#8217;interno dell&#8217;università stessa.  Una tristezza inaudita.. e come se non bastasse tutti gli argomenti che affronto nel mio CdL informatica sono vecchi e senza senso, non ho mai visto cose che attirassero l&#8217;attenzione degli studenti se non un corso di blender (grafica 3d per i profani) e non si è mai parlato di nuove tecnologie , interazione uomo macchina e nuovi linuaggi di programmazione come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails" target="_blank">RoR</a> oppure <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX" target="_blank">AJAX.</a></p>

<p>Esigo troppo?Forse si ma non potete dire che così sia il massimo della vita.</p>

<p>A questo mio sfogo voglio farvi vedere <a href="http://unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/default.html" target="_blank">la bella iniziativa che hanno preso dei ragazzi dell&#8217;università di bologna a riguardo</a>.</p>

<p>Mi vergogno di far parte di questo sistema e mi sentò una nullità a non poter fare niente.</p>

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<p>Dopo un anno di [tag]università[/tag] mi sono reso conto che c&#8217;è qualcosa che non va nel sistema, in tutto il sistema universitario.</p>

<p>L&#8217;accademia o il dipartimento dovrebbe essere un luogo dove appassionati e studiosi si ritrovano per creare qualcosa di nuovo e importante, per scambiare conoscenze, per battersi sui temi legati al proprio dipartimento, per essere università.</p>

<p>E cosa ci ritroviamo? masse di ragazzi che rincorrono corsi a dir poco inutili o privi di appetito, [tag]corsi[/tag] noiosi e ripetitivi per non parlare del professori che a loro mondo rendono il tutto una lobby oscura e incomprensibile ai più.</p>

<p>Parlando giusto l&#8217;altro giorno con Livio Vianello , attore teatrale, mi diceva che nel sistema americano , a filosofia ad esempio, i corsisti non seguono le lezioni ma loro la fanno la filosofia con i proprio professori impersonandosi e mettendosi in gioco.</p>

<p>Un altro esempio che potrei portare alla luce è quello del[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank">MIT</a>[/tag]e degli altri numerossissimi centri di ricerca, cose che in italia ci sogniamo se non al[tag]<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche" target="_blank">CNR</a>[/tag], dove geni da tutto il mondo si riuniscono per creare standard a livello mondiale e non pizzefichi.</p>

<p>Ormai l&#8217;università è diventata una sorta di raccolta bollini [tag]CFU[/tag] in cui dobbiamo dare [tag]esami[/tag] e basta senza poter creare comunità nei vari dipartimenti e all&#8217;interno dell&#8217;università stessa.  Una tristezza inaudita.. e come se non bastasse tutti gli argomenti che affronto nel mio CdL informatica sono vecchi e senza senso, non ho mai visto cose che attirassero l&#8217;attenzione degli studenti se non un corso di blender (grafica 3d per i profani) e non si è mai parlato di nuove tecnologie , interazione uomo macchina e nuovi linuaggi di programmazione come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ruby_On_Rails" target="_blank">RoR</a> oppure <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AJAX" target="_blank">AJAX.</a></p>

<p>Esigo troppo?Forse si ma non potete dire che così sia il massimo della vita.</p>

<p>A questo mio sfogo voglio farvi vedere <a href="http://unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/default.html" target="_blank">la bella iniziativa che hanno preso dei ragazzi dell&#8217;università di bologna a riguardo</a>.</p>

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